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Il pranzo ha l’oro in bocca. Pregi e difetti dell'”abbiocco pomeridiano”

Tutti lo conosciamo come “abbiocco”, anche se più precisamente si parla di sonnolenza post prandiale. Appena finito di pranzare ci sentiamo sommergere dal sonno, gli sbadigli si moltiplicano e le palpebre iniziano a chiudersi. Siamo stati spesso abituati, da piccoli, a schiacciare un pisolino dopo mangiato.

Ma adesso che gli impegni si accumulano e le pause in ufficio sono ridotte, cosa possiamo fare? Prima di tutto, cerchiamo di capire perché viene sonno dopo pranzo, e quali accorgimenti possono aiutarci a non cadere addormentati nel bel mezzo di una riunione.


Perché dopo pranzo rischio di addormentarmi sulla tastiera del computer?

Voler schiacciare un sonnellino subito dopo pranzo è un problema molto diffuso, ma questo di solito non è una grande consolazione. Vediamo cosa ci spinge sul divano anche quando davanti abbiamo una giornata ancora piena di impegni.


L’abbiocco tende a manifestarsi appena finito di mangiare, e si fa più impellente se il nostro pranzo è stato particolarmente grasso o abbondante (o, combinazione letargica, entrambe le cose). In questo caso la sonnolenza si fa ancora più irresistibile ma, se si cede alla tentazione, può essere ancora più dannosa.


Perché la digestione avvenga correttamente è necessaria una grande quantità di energia. Per questo, durante il processo digestivo, viene richiamato un grande afflusso di sangue, che sarà tanto più grande quanto più abbondante è stato il pranzo (o anche se gli alimenti sono particolarmente complessi). In questo modo il sangue defluisce dal cervello, l’ossigeno diminuisce, così come la concentrazione. Il risultato? Siamo più stanchi e abbiamo sonno. Per fare un semplice esempio, l’alimentazione dei gatti è molto complessa, ricca di grassi e proteine: ecco perché passano buona parte della giornata a dormire.

Ma quindi il pisolino pomeridiano fa male?

Sicuramente non aiuta una corretta digestione, ma non tutto il male viene per nuocere. Dormire un po’ presenta anche alcuni vantaggi: fare dei micro-sonni (come un sonnellino di 20-40 minuti) può essere utile per rilassarsi, smaltire l’ansia e lo stress, senza intaccare le performance del resto della giornata.


Dormire una mezz’oretta subito dopo pranzo non fa ingrassare, ma rende più difficile (e talvolta dolorosa) la digestione: sdraiarsi dopo mangiato, infatti, rallenta il processo digestivo e favorisce il ristagno dei succhi gastrici (e quindi acidità e bruciore di stomaco).


Cosa posso fare per evitare l’”abbiocco”?

A volte, per una serie di combinazioni, l’”abbiocco” arriva e basta. Abbiamo dormito poco la notte, la mattinata è stata molto stressante, il pranzo veloce e troppo ricco. Gli occhi si chiudono e il resto della giornata diventa un’interminabile agonia. A parte cercare di evitare queste cause, come si può limitare la sonnolenza post prandiale?

  • L’ideale è muoversi: fare una bella camminata, anche di una mezz’oretta, subito dopo pranzo, aiuta la digestione e scaccia il sonno;
  • Il caffè: il rimedio preferito dagli italiani per evitare di addormentarsi, la classica tazzulella del dopo pasto. Bere caffè può essere un rimedio efficace, ma non bisogna esagerare, soprattutto se ci si accorge che non funziona subito. L’effetto infatti non è immediato, la caffeina necessita di un po’ di tempo per entrare in circolo;
  • Evitate pranzi troppo abbondanti o ricchi di zuccheri e grassi, ma cercate anche di non esagerare con le proteine. Ci vuole più energia per digerire questi pasti; energia che viene distolta dalle attività cerebrali e ci fa venire sonno;
  • Bevete molto, sia durante il pranzo (4-8 bicchieri d’acqua) che dopo. In questo modo porterete la giusta quantità di ossigeno al cervello, aiutandolo a rimanere bello vispo;
  • Ascoltate un po’ della vostra musica preferita, meglio ancora se non eccessivamente rilassante.

In definitiva, trovate la vostra personale combinazione o le vostre preferenze per riuscire a consumare un pasto equilibrato, evitare di addormentarvi e rimanere efficienti e carichi per tutta la giornata.