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Acetone nei bambini

Acetone, di cosa stiamo parlando

Succede di imbattersi nell’acetone di frequente in età pediatrica, ma è un disturbo che si può verificare anche in tutte le altre fasce di età. Si tratta sostanzialmente di una disfunzione transitoria del metabolismo, innescata da una carenza di zuccheri.

In assenza di questi ultimi l’organismo che ha bisogno di energia, incomincia a bruciare grassi per produrla.

Se vogliamo capire più in profondità cos’è l’acetone, dobbiamo partire da un presupposto. Il corpo umano per svolgere tutte le sue abituali funzioni fisiologiche ha bisogno di energia che per essere prodotta necessita, a sua volta, di “carburante” che ricava dal cibo, soprattutto dai carboidrati. Questi ultimi durante il processo metabolico vengono trasformati in zuccheri che, sotto forma di glucosio, dopo essere assorbiti dal sangue, forniscono l’energia necessaria a tutto il corpo.

Questo è, in sintesi, il normale meccanismo metabolico che, però, può alterarsi per una serie di motivi. Uno di questi è l’insufficiente apporto di carboidrati nell’alimentazione con una conseguente carenza del “carburante” necessario per produrre energia sufficiente all’organismoche a questo punto innesca un processo alternativo per ottenerla: i chetosi. Si tratta di un meccanismo secondario che permette di ricavare l’energia di cui il nostro corpo ha bisogno dai grassi accumulati nelle cellule adipose. In seguito a questo processo metabolico alternativo si riversano nel sangue molecole di scarto. Si tratta di sostanze acide chiamate corpi chetonici. Fino ad una certa misura il nostro corpo può tollerare la presenza di corpi chetonici, in modo da poter recuperare l’energia da impiegare per le sue funzioni vitali.

Come si manifesta: i sintomi

L’acetone non è una malattia vera a propria, ma è una condizione di squilibrio metabolico, causata da una sorta d’intossicazione da acidi e si manifesta con sintomi precisi:

  • Alito cattivo
  • Senso di malessere
  • Mal di testa
  • Nausea
  • Vomito, che spesso può essere violento e che, a seconda dell’intensità e della frequenza, e può portare il bambino a disidratazione
  • Spossatezza
  • Presenza di dolori addominali, mal di pancia

Alito, il primo segnale

L’alito sgradevole è uno dei primi campanelli di allarme per avvisare i genitori che il proprio figlio potrebbe soffrire di acetone. Il disturbo è infatti facilmente riconoscibile dal caratteristico odore dell’alito che ha un tipico odore di frutta troppo matura. Quando l’organismo dei bambini comincia a metabolizzare i grassi genera infatti anche prodotti di scarto, chiamati corpi chetonici, che entrano in circolo nel nostro organismo. Queste sostanze sono estremamente volatili e pertanto vengono eliminate dal corpo attraverso il respiro o attraverso le urine.

Quanto dura

In genere l’acetone nei bambini è un disturbo transitorio che si risolve in breve tempo. Dura dalle 24 alle 48 ore, senza causare troppi fastidi e senza lasciare conseguenze. Se invece l’acetone dovesse durare più di due, tre giorni è consigliabile una visita pediatrica, soprattutto se si presenta in forma violenta, insieme a febbre, vomito e mal di pancia

Cosa lo provoca: le cause

L’acetone può insorgere come conseguenza di condizioni fisiche che comportino un particolare dispendio di energia da parte del corpo.
Può essere dovuto a diversi fattori. Può far seguito ad un episodio febbrile, ad un digiuno prolungato, potrebbe seguire un periodo di stress emotivo o essere causato dell’abuso di alimenti molto grassi, come le merendine confezionate, le patatine o la cioccolata. L’acetone può insorgere in seguito a condizioni fisiologiche e psicologiche che per essere affrontate esigono un maggior quantitativo di energie e quindi di zuccheri, di glucosio, che se non sono a disposizione lasciano la strada libera a questo disturbo metabolico.
Ecco una serie di cause che possono provocare l’acetone:

  • Febbre
  • Stress emotivo
  • Digiuno prolungato
  • Inappetenza
  • Sforzi intensi e prolungati
  • Dieta ricca di grassi
  • Diabete
  • Malattie congenite del metabolismo

 

Acetone e febbre

Spesso l’acetone nei bambini si presenta dopo un episodio di febbre alta che può portare ad un eccessivo dispendio energetico da parte dell’organismo e che rallenta il normale processo di eliminazione dei corpi chetonici dal sangue. L’acetone, infatti, ricordiamolo, contrariamente a quanto si potrebbe comunemente pensare non è il risultato di una scorpacciata di dolciumi, ma è la conseguenza di mancanza di zuccheri causati da tanti fattori tra cui la febbre.

Come si misura

Per accertarsi che il bambino o la bambina abbiano l’acetone, sarà sufficiente raccogliere un po’ di urina e con qualche goccia bagnare leggermente delle strisce reattive apposite che si possono comprare in farmacia.

Quando colpisce i neonati

Ci possono essere diversi motivi per cui l’acetone insorge nei primi mesi di vita di un bambino. Sia nei neonati che nei bambini, il fegato e i muscoli, organi in cui vengono immagazzinati gli zuccheri, sono ancora piccoli e non ancora del tutto sviluppati e perciò hanno una capacità di deposito degli zuccheri ridotta rispetto a quella degli adulti.
Ad ogni modo quando compaiono i tipici sintomi dell’acetone nel neonato è meglio rivolgersi al pediatra per approfondire la causa.

Acetone, come si tratta

Quando il bambino sta male a causa dell’acetone si può intervenire immediatamente dandogli da bere una bevanda con zucchero e sali minerali, succhi di frutta, camomilla dolcificata con un cucchiaino di miele o semplicemente acqua in cui è stato sciolto un cucchiaino di zucchero.
Bisogna avere l’accortezza di fargli bere acqua o qualunque altra bevanda, ripetutamente, a piccoli sorsi, perché bevuta in grandi quantità potrebbe provocare lo stimolo del vomito, altro sintomo associato all’acetone.
Questo tipo di intervento immediato serve a ristabilire nel corpo, in modo veloce, la quantità necessaria di zucchero.
Dopo il “pronto intervento”, bisogna però pensare a rimedi di più lunga durata che abbiano un effetto duraturo sul bambino. Uno dei rimedi più efficaci riguarda l’alimentazione e lo stile di vita alimentare.
Si può anche intervenire sulla sintomatologia dell’acetone con dei farmaci specifici che riducono il vomito e il senso di nausea. Biochetasi supposte indicato in caso di stati tossici e in particolare quelli caratterizzati da uno stato di acidosi o di chetosi.

Alimentazione e dieta, i consigli

Una buona alimentazione è fondamentale per riportare il metabolismo alla normalità e per ristabilire un equilibrio fisiologico che non permetta più all’acetone di trovare il terreno giusto per prender piede.

È importante, innanzitutto, mangiare cibi sani, abitualmente e con costanza, senza digiunare o saltare pasti in modo da non costringere il corpo, una volta esaurite le scorte di zuccheri, ad attingere a quelle di grasso.
Per questo la dieta di un bambino con problemi di acetone dovrebbe seguire un regime alimentare bilanciato. Deve essere povera di alimenti ricchi di grassi animali e ricca di carboidrati, oltre a legumi, frutta e verdura, carni bianche e pesce.

 

Cibi da eliminare

  • patatine fritte
  • fritture in genere
  • merendine confezionate
  • gelato
  • burro
  • biscotti
  • cioccolato
  • latte
  • yogurt intero
  • carne rossa
  • uova
  • formaggi
  • panna e creme
  • maionese e salsine
  • insaccati
  • biscotti
  • creme
  • cioccolato

 

Cibi che vanno bene

  • frutta
  • succhi di frutta
  • yogurt magro
  • latte scremato
  • carni magre
  • carni bianche come pollo, tacchino, vitello, coniglio, ai ferri o lessate
  • pesce
  • verdura lessata, cotta a vapore o cruda
  • legumi
  • pasta
  • riso
  • semolino
  • brodo vegetale
  • cereali
  • fette biscottate
  • miele
  • tisane zuccherate, ottime se allo zenzero che è uno tra i migliori rimedi contro il vomito.
  • marmellata
  • olio d’oliva

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