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Indigestione

Cos’è l’indigestione

L’indigestione è un disturbo che attacca lo stomaco durante o dopo aver mangiato. Può provocare una sensazione di dolore e bruciore.
Può essere la conseguenza di un pasto eccessivo, a base di alimenti difficili da digerire: iperproteici, fritti e grassi. Potrebbe essere causato anche da bevande troppo calde o troppo fredde o da una quantità eccessiva di alcolici e caffè.

Sintomi

I sintomi si avvertono soprattutto nella parte alta dell’addome.
Quando lo stomaco fa fatica a digerire lo segnala con una serie di disturbi che si manifestano dopo aver mangiato quali: dolore e gonfiore addominale, bruciore allo stomaco, acidità, meteorismo, pesantezza, bocca amara, eruttazioni. Sintomi che si possono accompagnare anche a sudorazione fredda, brividi e mal di testa.

Se l’indigestione dovesse ripetersi spesso, diventa un campanello d’allarme che ci segnala di indagare più in profondità sulle sue cause.

 

Febbre e vomito da indigestione

L’indigestione è un disturbo che si può manifestare anche con vomito, diarrea e qualche linea di febbre. Cosa fare? Prima di tutto mantenersi idratati. Bevete acqua a temperatura ambiente e a piccoli sorsi oppure soluzioni ricche di sali minerali per reintegrare quelli che abbiamo perso col vomito. Per la febbre basta fare quello che si fa di solito, quando si alza la temperatura: cercare di abbassarla mettendo panni freschi sulla fronte, sui polsi, caviglie e inguine. Se la febbre dovesse alzarsi troppo, meglio controllarla con farmaci antipiretici.

 

Quanto dura l’indigestione

I primi sintomi dell’indigestione possono fare la loro comparsa circa un’ora dopo il pasto. La durata del malessere, di solito è variabile: i sintomi permangono per alcune ore e scompaiono in modo graduale. In questo frattempo è meglio non mangiare nulla e lasciare che lo stomaco si scarichi gradualmente.

Cause: patologie importanti

Un’indigestione ricorrente potrebbe evidenziare la presenza di disturbi più importanti:

  • pancreatite
  • colecistite
  • gastrite
  • ulcera gastrica
  • ulcera duodenale
  • se la quantità di succhi gastrici è eccessiva può causare anche l’infiammazione del cardias, una valvola che separa l’esofago dallo stomaco, e provocarne la parziale apertura così da generare il cosiddetto reflusso gastroesofageo, un disturbo che fa risalire gli acidi dello stomaco all’esofago, in gola e in bocca, provocando infiammazioni locali.

Indigestione da cattive abitudini alimentari

Può essere utile fare una sorta di “radiografia” al nostro stile di vita e alle nostre abitudini alimentari che potrebbe essere d’aiuto al medico per diagnosticare la causa del disturbo.

Per digerire bene, bisogna mangiare bene, selezionare cibi di qualità, in quantità moderate.

È importante fare attenzione anche a “come” mangiamo: di fretta o lentamente? In un posto tranquillo o caotico?
Lasciando per un’ora da parte il lavoro oppure continuando a “portarcelo dietro” anche a pranzo?

Il più delle volte infatti in pausa pranzo si mangiano bocconi frettolosi, magari il solito panino o la piadina al volo, nel solito bar affollato, pieno di rumore, parlando di lavoro, in modo concitato e nervoso e aggiungendoci il carico di una bevanda fredda e gassata.

Oppure si rimane in ufficio, si continua a stare seduti nella stessa postazione di lavoro, magari continuando a lavoricchiare con un panino da un lato e il computer dall’altro.

Oppure, possono essere ancor peggio i pranzi di lavoro, dove, alla mancanza di relax, si uniscono anche pietanze pesanti, con il primo e il secondo piatto, il dolce e il caffè. Tutte situazioni che affaticano la digestione e portano lo stomaco a produrre un eccesso di succhi gastrici per smaltire grandi quantità di cibo mangiato spesso in fretta.

L’aggravante è che, di sera, per riprendersi da una pausa pranzo insoddisfacente, ci si rifà con un pasto abbondante, facendo magari un pieno di proteine, mangiando tardi e andando a dormire subito dopo.

Pasti molto abbondanti, soprattutto se ricchi di grassi, proteine o alimenti troppo saporiti e speziati, costringono il nostro stomaco a produrre un quantitativo maggiore di succhi gastrici per digerirli e possono generare tutti quei disturbi tipici dell’indigestione.

Indigestione in gravidanza

Nel secondo trimestre di gravidanza, insorgono difficoltà digestive che sono assolutamente comuni. Il processo digestivo può essere più lento per effetto ormonale, ma anche per l’aumento del volume dell’utero e preme sullo stomaco trasmettendo un senso di pesantezza e acidità.

Indigestione da ansia e stress

Uno stile di vita troppo condizionato da ansia e stress ci porta ad assumere una serie di abitudini sbagliate che vanno ad incidere sui malesseri gastrointestinali e favoriscono una cattiva digestione.
Un modo di vivere che poco concede alla qualità della vita, predispone a dipendenze nocive: al fumo, all’alcol, al cosiddetto junk food, il cosiddetto cibo spazzatura, ad un caffè dopo l’altro, a ingurgitare cioccolata e cibi con additivi che danno un senso di benessere momentaneo ma che provocano alterazioni fisiologiche nel nostro apparato gastrointestinale.

Rimedi: tecniche di relax e yoga

L’ansia e lo stress sono due fattori chiave che mandano in tilt il sistema gastrointestinale. Il cortocircuito è immediato e a farne le spese sono stomaco e intestino
Come fare? Se ansia e stress sono limitate nel tempo e sono legate a circostanze particolari la situazione può essere gestita da chi la sta vivendo. In alternativa ci si può aiutare con tecniche di rilassamento e anti-ansia di vario genere tra cui:

  • stretching che allenta tutte le tensioni muscolari
  • lo yoga
  • la meditazione
  • il tai chi
  • l’agopuntura
  • training autogeno che aiuta ad acquisire consapevolezza del proprio corpo
  • massaggi che riducono la tensione del corpo
  • esercizi di respirazione diaframmatica e addominale

Rimedi naturali: le tisane rilassanti

Bere, a piccoli sorsi, acqua tiepida o a temperatura ambiente aiuta a rilassare le pareti dello stomaco, ma ci sono anche delle tisane molto efficaci per l’indigestione:

  • alla valeriana che è la pianta che tranquillizza per antonomasia. Favorisce la riduzione dell’ansia ed è utile in caso di insonnia. Si prepara mettendo un cucchiaio di radici in un bicchiere d’acqua e portando ad ebollizione. Si può bere più volte al giorno o la sera prima di andare a dormire.
  • Al papavero che allevia la tensione. Si può preparare un decotto facendo bollire per sette minuti un cucchiaio di petali.
  • Al timo. Ne bastano 30 g lasciati per una decina di minuti in un litro d’acqua, da bere durante la giornata
  • Non ultima la camomilla, che insieme alle proprietà calmanti, ha anche proprietà antibatteriche, antivirali e lenitive. Un toccasana!

Rimedi: gli integratori alimentari

Se si tratta di indigestione occasionale, magari dovuta solo ad una cena troppo abbondante, iperproteica, ricca di grassi, può essere utile assumere Biochetasi Digestione e Acidità, integratore alimentare disponibile in compresse masticabili o in bustine di granulato.

È composto da un mix equilibrato di enzimi, estratti vegetali, citrati e carbonati che contribuiscono a normalizzare il processo digestivo in diverse fasi:
agendo  sulla pesantezza allo stomaco e  sul senso di gonfiore; controllando l’acidità gastrica; favorendo la normale funzionalità del sistema digerente.

Ecco come funziona:

  • gli estratti di carciofo e di finocchio contribuiscono alla corretta funzione digestiva e all’eliminazione dei gas;
  • gli enzimi supportano l’attività degli enzimi digestivi, già presenti nell’organismo, agendo sui diversi componenti degli alimenti come grassi, proteine e zuccheri;
  • la polvere di riso controlla l’acidità gastrica

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